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15/10/2019, 12:01

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E-tu-che-genitore-sei?
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 Stili genitoriali ed educativi: conoscersi meglio per diventare genitori migliori



Gli stili educativi e genitoriali indicano il modo in cui il genitore, entra in relazione con il bambino. Infatti, è di fondamentale importanza instaurare sin da subito un legame con il piccolo.

Gli stili educativi sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo della persona, poiché viene influenzato emotivamente dal comportamento dell’adulto.
I differenti modi in cui si instaurano le relazioni hanno condotto alla nascita di diversi stili genitori ed educativi. 
Qual è lo stile educativo e genitoriale che più vi rappresenta?

Stile genitoriale ed educativo IPERANSIOSO

Una persona che presenta un’eccessiva preoccupazione per la salute e la persona del figlio, instaura una relazione definibile distorta. In questo caso si creano preoccupazioni eccessive, che conducono alla nascita di idee e condizioni ansiogene. 
Un bambino cresciuto in una ambiente iperansioso tende a sviluppare un carattere:insicuro;ansioso;tendente ad incorrere in comportamenti ossessivi.

Stile genitoriale ed educativo IPERPROTETTIVO

Il genitore definibile iperprotettivo tende a proteggere il bambino dalle frustrazioni. Secondo queste persone "far vivere un’esperienza frustrante non è corretto per il bambino", questa idea nasce dal senso di colpa temuto dal genitore, nel caso in cui il bambino si trovi ad affrontare una situazione negativa. 
In realtà, il bambino DEVE poter vivere le proprie frustrazioni affrontandole con serenità, per renderle delle esperienze costruttive. 
In questo caso il piccolo cresce come un soggetto egocentrico, insicuro e che vive un senso di sopraffazione della vita.

Stile genitoriale ed educativo IPERCRITICO

Il genitore ipercritico tende ad ingigantire gli errori del figlio, senza mai notare i comportamenti positivi o gli obiettivi raggiunti. In questo caso, il bambino assume atteggiamenti rifiutanti verso il mondo esterno: paura, isolamento sociale, bassa autostima ed atteggiamenti evitanti.

Stile genitoriale ed educativo PERFEZIONISTA

Il bambino, dunque, cresce con l’idea che perfezione sia sinonimo di successo e realizzazione. Così facendo, il piccolo vive con un elevato senso di ansia nell’affrontare ogni situazione, anche la più banale. 

Stile genitoriale ed educativo INCOERENTE

Il genitore con un atteggiamento incoerente è colui che reagisce alle situazioni in modo totalmente scollegato e mai lineare. In realtà, ad un figlio occorre un filo conduttore nel comportamento e nei riscontri delle azioni compiute. 
L’atteggiamento incoerente può essere classificato in due modi: Intrapersonale, ossia colui che attua delle gratificazioni o punizioni a seconda del proprio umore e non della realtà dei fatti;Interpersonale, in questo caso la reazione positiva o negativa, è scaturita dalla situazione e non dalla natura della stessa.Un genitore incoerente, dunque, tende a confondere il bambino poiché non ha una coerenza d’azione, generando ansia e paura nel dover affrontare le situazioni.

Stile genitoriale ed educativo ASSERTIVO

L’assertività è la capacità di porsi senza aggressività, nè passività, in una discussione con l’altro e con il proprio figlio. 
Le caratteristiche di un genitore assertivo sono:capacità di affrontare un conflitto;saper diventare un punto di riferimento;non creare relazioni dipendenti;essere in grado di instaurare una comunicazione assertiva.Alla base di una relazione positiva tra genitore e figlio, vi è una comunicazione assertiva. 
Una persona assertiva instaura sempre una discussione costruttiva e chiara, tenendo sempre in considerazione il punto di vista del figlio. 
Un bambino che si sente compreso e libero di vivere le proprie esperienze, come in questo genere di relazione diverrà in grado di:saper dire di NO ed accettare un NO; saper giudicare i propri comportamenti con consapevolezza e NON se stessi;prendersi le proprie responsabilità.

"Se non è perfetto è sbagliato"

Un genitore perfezionista tende ad avere tutto sotto controllo, pretendendo prestazioni molto elevate dal figlio, in ogni ambito: scuola, sport, Hobbies ecc...

La comunicazione assertiva si pone in modo alternativo allo stile possessivo/aggressivo, tipico degli stili precedenti. In una comunicazione di questo tipo è importante NON minimizzare NE’ sminuire, ma porsi in un ASCOLTO ATTIVO: comprendere attraverso il racconto, senza giudicare. 

23/05/2019, 17:37

ambiente, #zeroplastica, inquinamento, kit, educare, educazione, educazione ambientale



Kit-#zeroplastica:-il-nuovo-progetto-del-Bionidofamiglia-per-un-ambiente-più-pulito
Kit-#zeroplastica:-il-nuovo-progetto-del-Bionidofamiglia-per-un-ambiente-più-pulito


 Un bambino felice deve vivere in un ambiente in cui essere libero di muoversi, giocare, respirare e vivere... KIT #ZEROPLASTICA: il progetto del Bionidofamiglia per un pianeta più pulito, a portata di bambino!



Ogni giorno, il Bionidofamiglia si impegna a garantire ai nostri piccoli un’educazione ed una crescita serena e positiva; per migliorare il servizio che proponiamo, dobbiamo ricercare sempre nuove soluzioni. Uno degli argomenti che più ci colpisce riguarda l’ambiente e soprattutto l’eliminazione della plastica. 
Sin dall’inizio il personale del Bionidofamiglia ha abbracciato la filosofia del Biologico sotto molti aspetti della vita quotidiana del bambino e non solo. All’interno della struttura, difatti, vengono lavorati cibi, impiegati prodotti per l’igiene dell’ambiente e personale con certificazione biologica. A seguito di ricerche e riflessioni, si è deciso che questo non basta, bisogna fare di più cercando di coinvolgere anche le famiglie che si rivolgono a noi! 
Con il progetto #zeroplastica, dunque, si vuole appoggiare la causa ambientale per l’abbattimento dell’utilizzo di uno dei materiali più inquinanti, che sta invadendo e distruggendo il nostro pianeta.


PLASTICA E IMPATTO AMBIENTALE 


Negli ultimi mesi, grazie alla protesta alzata da una giovanissima attivista ambientale, Greta, si sono diffusi in modo più ampio e sicuro i dati relativi all’impatto ambientale della plastica e di quanto essa stia influendo
negativamente sulla salute del nostro pianeta. La plastica, infatti, è un materiale tra i più pericolosi, paragonabile ad un "veleno" che si sta insinuando sino alle viscere del nostro pianeta. 
Sfortunatamente la dilagante ignoranza relativa all’effetto dell’uso e della dispersione nell’ambiente di materiali inquinanti ha portato ad un avvelenamento delle acque e quindi di aria e cibo. Questo vuol dire che con il nostro continuo "sporcare l’ambiente", stiamo logorando il nostro organismo, distruggendo il futuro dei nostri figli.


PROGETTO #ZEROPLASTICA: DALLA PLASTICA AL VETRO


Il Bionidofamiglia ha deciso di appoggiare la causa contro l’utilizzo e, conseguente dispersione, della plastica eliminando tale materiale da ogni attività posta in essere all’interno della struttura e non solo! 

Per poter portare avanti tale iniziativa, le cose da fare sono molte, si tratta di modificare alcune abitudini per migliorare i nostri stili di vita e soprattutto garantire un futuro migliore ai nostri bambini. 
Le bottiglie in plastica sono, sostanzialmente, dei contenitori a ciclo vitale breve (definibili "usa e getta"), che una volta dispersi nell’ambiente vi resteranno per secoli. Per questo motivo, infatti, viene consigliato l’uso di bottiglie in vetro con l’ausilio di un depuratore per l’acqua.
Quindi per iniziare, si è deciso di eliminare le bottiglie di plastica: utilizzando un depuratore per l’acqua (che può essere installato tranquillamente in casa), abbiamo sostituito questi contenitori con le bottiglie in vetro, più igieniche e durature delle precedenti, come consigliato dagli esperti.


PROGETTO #ZEROPLASTICA: MATERIALI NATURALI


Il progetto #zeroplastica del Bionidofamigla non riguarda solamente l’utilizzo delle bottiglie in vetro al posto di quelle di plastica, ma va ben oltre.  

Le vie per poter contribuire alla causa ambientale sono differenti, innanzitutto occorre ricordare sempre di leggere i materiali e gli ingredienti (nel caso si tratti di alimenti) impiegati nella produzione e realizzazione di ciò che si sta acquistando. Questa abitudine aiuterà nella scelta dei prodotti, andando a preferire quelli più consoni e salutari e soprattutto biodegradabili. 
Il personale del Bionidofamiglia, anche nel caso del materiale igienico, ludico e didattico si pone con estrema cura ed attenzione verso una scelta ben ponderata. Presso la nostra struttura i bambini sono circondati da materiali naturali, come ad esempio legno e tessuti non trattati con prodotti chimici. 
Col tempo e soprattutto con la ricerca di informazioni sempre più attendibili, stiamo andando verso l’abolizione totale di giocattoli e materiali ludici e didattici in plastica. La scelta di intraprendere tale percorso è stata dettata soprattutto dal pensiero per la sicurezza del bambino. 

I prodotti in plastica con il tempo possono trasformarsi in oggetti pericolosi e nocivi, in modo particolare per i più piccoli che tendono a mettere tutto ciò che trovano in bocca. Molti giocattoli o oggetti in plastica, difatti, logorandosi possono rompersi o perdere gli accessori divenendo inutilizzabili. 
Per queste ragioni, al Bionidofamiglia si sta prediligendo il materiale in legno, come ad esempio tutto ciò che ci proviene dal metodo montessoriano. Ma non solo, per rendere i bambini attivi in questo percorso, avvicinandoli e
sensibilizzandoli verso il benessere ambientale, sono state poste in essere attività che prevedevano la ricerca e l’impiego di materiali provenienti dalla natura stessa (foglie, legnetti, terra, sabbia ecc...). 

Inoltre, si utilizzano solo pupazzi in stoffa, come le bambole di pezza, che possono trasformarsi in un vero e proprio laboratorio per la loro realizzazione! 


PROGETTO #ZEROPLASTICA: PRODOTTI NATURALI PER L’IGIENE


L’igiene è uno dei fattori che riguardano l’effettivo percorso educativo e cura del bambino. In una struttura dedicata all’infanzia, questo aspetto è di fondamentale importanza: la pulizia della persona e degli ambienti diviene un’attività di cadenza quotidiana. 
Data tale importanza, per l’igiene degli ambienti vengono utilizzati esclusivamente prodotti certificati come biologici. Inoltre, sempre per il discorso dell’abbattimento dell’utilizzo della plastica, vengono utilizzati saponi in ricarica, in questo modo vengono tolti tanti dei contenitori "usa e getta" che si trovano in commercio.
Per quanto riguarda l’igiene della persona, ovviamente, l’attenzione non è minore, anzi, si cerca sempre di consigliare alle famiglie l’impiego di pannolini biodegradabili, piuttosto che lavabili: si tratta di piccole accortezze che possono fare la differenza. 
Così come tutto il materiale per l’igiene impiegato durante il cambio del pannolino, come ad esempio gli asciugamani, prediligendo quelli in cotone non trattato o il fasciatoio stesso interamente realizzato in legno. 


PROGETTO #ZEROPLASTICA: IL KIT PER I BAMBINI


Il Bionidofamiglia, come elencato sin’ora, si sta impegnando per eliminare interamente la plastica, cercando di coinvolgere le famiglie dei nostri piccoli bimbi. Tale progetto nasce dall’idea di poter fare dei piccoli gesti verso un futuro più roseo per i bambini di oggi. 
Noi, come educatrici, abbiamo il compito di aiutare i bambini ad affrontare un percorso verso la maturità personale e sociale. "Educazione" è un concetto che comprende anche l’argomento "rispetto", verso se stessi, l’altro e verso l’ambiente. Per tale motivo dobbiamo sensibilizzare i bambini della struttura e le loro famiglie. Infatti, il Bionidofamiglia ha deciso di coinvolgere tutti, fornendo ad ogni piccolo "utente" un "Kit #zeroplastica". Si tratta di una sacca, interamente di cotone, contenente una borraccia in alluminio per bere quando sono all’interno del nido o in giardino ed asciugamani per le mani (per grandi e piccoli) e asciugamani grandi per il cambio del pannolino (solo per i piccoli) anch’essi in cotone non trattato.
La scelta di realizzare tale kit è stata dettata proprio dal voler abbattere interamente la plastica, trasmettendo al bambino il valore dell’ambiente ed i mezzi per poterlo salvaguardare. Inoltre, ogni bambino dovrà prendersi cura del proprio kit, acquisendo così il rispetto anche verso se stessi ed una propria autonomia. 


27/03/2019, 15:50

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Arti-marziali:-quando-rispetto-e-conoscenza-del-proprio-corpo-si-fondono-in-una-sola-disciplina
Arti-marziali:-quando-rispetto-e-conoscenza-del-proprio-corpo-si-fondono-in-una-sola-disciplina


 Con Angelo Francocci, insegnante di Judo e Coordinatore tecnico dello Shobukan Dojo e Valentina Di Marco, Responsabile educativa del Bionidofamiglia a casa di Vale, andremo a comprendere l’importanza delle arti marziali per lo sviluppo del bambino



Lo sport per i bambini è un modo per sfogarsi, evadere un po’ dalla routine della giornata suddivisa tra scuola e casa. Fare attività fisica è molto utile al bambino, soprattutto se oltre al movimento si vanno ad instaurare situazioni attraverso le quali il piccolo può iniziare ad accrescere la conoscenza di se stesso, il rispetto dell’altro e dell’ambiente circostante. 

Da qualche decennio, nel nostro paese, ci si sta avvicinando sempre più alle arti marziali, soprattutto i giovani. Tra le discipline più praticate in Italia troviamo: Judo, Jujutsu e Karate. Erroneamente, il più delle volte si pensa a queste discipline come mere tecniche di combattimento (attacco e difesa), non è così! Esse, oltre ad essere un ottimo allenamento fisico, sono soprattutto un percorso di accrescimento psichico e spirituale. 

Le arti marziali: perché dovrebbero essere praticate nelle scuole? 

Le arti marziali sono discipline che educano prima di tutto la mente e poi il corpo. Al contrario di ciò che si pensa non educano assolutamente alla violenza, ma bensì al rispetto. Negli ultimi anni, difatti, queste discipline giunte da oriente, sono state proposte anche nelle scuole come progetti educativi "antibullismo". Attraverso questi progetti, i bambini e gli adolescenti, apprendono, prima di tutto, come interfacciarsi con l’altro e quanto sia importante l’unione ed il rispetto. L’arte marziale, dunque, non insegna, come molti erroneamente pensano, "a fare a botte", ma al contrario, è una filosofia che incoraggia ed agevola l’autostima e scoraggia gli atti violenti. 

Judo: perchè intraprendere questo sport sin da piccolissimi? 

Comunemente si consiglia di far approcciare i più piccoli ad una disciplina sportiva, non prima di aver compiuto i 6 anni. Alcuni percorsi sportivi, ginnici e motori, però, possono, anzi dovrebbero, essere intrapresi a partire già dai 3 anni. Infatti, discipline come le arti marziali, la danza, o qualunque altro sport che implica movimenti stimolanti la coordinazione motoria, se praticati sin dal momento in cui il bambino raggiunge la posizione eretta, possono agevolare lo sviluppo psicomotorio. Ovviamente, detti percorsi dovranno essere strutturati in base alle capacità di coloro che approcceranno sin da giovanissimi a tali discipline. Dette attività, quindi, potrebbero essere proposte come laboratori all’interno delle scuole e non solo. Nei suoi primi 3 anni, il bambino inizia la conoscenza del sè e dell’altro. Si forma il carattere e si acquisiscono le informazioni utili per impostare la propria vita sociale. Attraverso un progetto educativo, che comprenda un percorso di sviluppo psicofisico supportato da una disciplina come il Judo, il bambino acquisisce le basi da cui partire per sviluppare una corretta sicurezza ed autostima. Fisicamente parlando, si andrà a lavorare ponendo le basi per una corretta crescita fisica: "tutto ciò che nuoce al corpo non è Judo". Questo sta a significare che il Judo non è uno sport che tende ad estremizzare i movimenti. Trasmette una filosofia di rispetto anche per quanto riguarda il proprio corpo, averne cura e rispetto. Il Judo, infatti, può essere una disciplina terapeutica all’interno delle scuole, ma, come accade presso il Bionidofamiglia, in collaborazione con lo Shobukan Dojo, anche delle strutture per l’infanzia.  

Quali sono i benefici psicologici che apporta il Judo? 

Il Judo è una disciplina orientale, una delle arti marziali, e che quindi affronta un percorso che prima di tutto parte dalla mente e non dai muscoli. Questo è il motivo per cui tale pratica sportiva è propedeutica per i bambini, anche i più piccoli. Da quando il piccolo raggiunge i 2/3 anni, infatti, inizia ad affacciarsi sul mondo come soggetto sociale. Egli ha già intrapreso il percorso conoscitivo del proprio corpo e inizia ad approcciarsi, incuriosito, alla scoperta dell’altro. Il Judo potrebbe diventare una base da cui partire per apprendere piccole regole utili ad accedere, in questo modo, al mondo esterno. Conoscere bene se stessi, il proprio corpo ed i propri limiti, rispecchiandosi soprattutto nell’altro, permette all’essere umano di apprendere il vero valore del rispetto e della condivisione. Questi punti sono fondamentali per la crescita sana della mente del bambino.



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